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Gratis o a pagamento: quando conviene davvero abbonarsi

Cosa cambia nelle versioni a pagamento, quando serve e come non ritrovarsi con quattro abbonamenti

La regola in una riga

Non pagare per provare, paga quando il limite gratuito ti dà fastidio. È lo stesso criterio di qualsiasi altro abbonamento, e vale ancora di più qui perché le versioni gratuite sono generose e migliorano in continuazione. Se non sai dire quale limite ti sta stretto, non è ancora il momento.

Cosa cambia davvero pagando

Meno limiti d'uso. Nelle versioni gratuite dopo un certo numero di messaggi rallenti o passi a un modello più semplice
Accesso ai modelli migliori. Sulle cose complicate si sente, sulle cose semplici quasi per niente
I progetti con più file e istruzioni permanenti, che è la ragione per cui paghiamo noi
I collegamenti alla posta, al calendario e all'archivio file, di norma riservati ai piani a pagamento
Nei piani business, le garanzie sui dati aziendali, che è un motivo diverso da tutti gli altri

I tre segnali che è ora

Tre segnali dicono che è il momento: la usi tutti i giorni per lavoro e i suoi limiti ti stanno già dando fastidio più di una volta a settimana, ti ritrovi a rispiegare le stesse cose e ti servirebbero i progetti, oppure stai per caricare documenti di lavoro e ti serve un piano con garanzie sui dati. Se non è nessuno di questi, il gratuito basta, e chi ti dice il contrario di solito vende corsi.

Copia questo prompt
Devo decidere se passare a un abbonamento a pagamento per un assistente AI o se il piano gratuito mi basta ancora.
Come lo uso adesso: [quante volte a settimana, per quali cose]
Limiti che ho incontrato: [per esempio "dopo dieci messaggi rallenta", "non riesco a caricare i PDF", oppure "nessuno"]
Cosa vorrei fare e non riesco: [descrivilo, oppure scrivi che non lo sai]
Controlla se rientro in uno di questi tre casi: lo uso ogni giorno per lavoro e ho già sbattuto contro un limite due volte in una settimana; rispiego sempre le stesse cose e mi servirebbero i progetti; sto per caricare documenti di lavoro e mi servono garanzie sui dati.
Rispondi con una raccomandazione sola, paga oppure aspetta, e spiegami in tre righe perché. Se la risposta è aspetta, dimmi quale segnale devo tenere d'occhio.

Uno solo, non quattro

L'errore che vediamo più spesso è collezionare abbonamenti: uno all'assistente, uno per le immagini, uno per la trascrizione, uno per un aggregatore che li mette insieme. Alla fine sono ottanta euro al mese per cose che si sovrappongono. Regola nostra: un abbonamento resta solo se sai dire cosa ha sostituito. Se la risposta è "niente, mi sembrava utile", quello si disdice.

Prompt per fare i conti agli abbonamenti
Voglio fare ordine fra gli abbonamenti digitali che pago ogni mese.
Ecco la lista: [per ognuno scrivi nome, quanto costa al mese e da quanto ce l'hai]
Per ognuno fammi due domande, una alla volta, e aspetta la mia risposta prima di passare al successivo: quando l'ho usato l'ultima volta, e che cosa ha sostituito.
Alla fine dammi tre elenchi: tengo, disdico, provo a riportare al piano gratuito.
Somma quanto risparmio al mese e quanto all'anno.
Se due strumenti fanno la stessa cosa, dimmelo chiaramente invece di lasciarmeli tutti e due.

Prima di pagare, prova per un mese

Quasi tutti offrono un periodo di prova o un piano mensile senza vincolo. Prendi quello mensile, non l'annuale scontato, finché non sai già che lo terrai: gli sconti annuali sono convenienti solo se poi lo usi, e in questo campo cambia tutto ogni sei mesi. Segna sul calendario la data di rinnovo il giorno stesso in cui ti iscrivi, che è l'unico modo per non ritrovarti l'addebito a sorpresa.

Il costo che nessuno conta

Il tempo. Ogni strumento nuovo costa qualche ora per capirlo e restare aggiornato. Due strumenti usati bene battono sei usati male, e la fatica di scegliere fra sei è il motivo più comune per cui la gente smette. Meno è meglio, anche qui.

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