Fatti intervistare dall'AI prima di chiederle qualcosa
Il problema di partire dalla risposta
Quando chiedi qualcosa di complicato, il collo di bottiglia non è l'AI: sei tu che devi spiegare abbastanza. E spiegare abbastanza è faticoso, perché metà delle cose che sai sul tuo problema non ti sembrano nemmeno informazioni. Il risultato è che scrivi tre righe, ricevi qualcosa di generico, e concludi che non funziona. C'è un modo più comodo: non spiegare niente e farti fare le domande.
Come si imposta
L'idea è semplice: prima di scrivere qualunque cosa, è l'AI a farti le domande, non il contrario. La parte importante è "una domanda alla volta": senza quella ti arriva un elenco di dodici domande insieme e ti passa la voglia di rispondere.
Devo preparare [la cosa che devi preparare]. Non scrivere ancora niente. Prima intervistami: fammi una domanda alla volta, aspetta la mia risposta e poi vai avanti. Parti dalla domanda che cambia di più il risultato, e chiedimi anche cosa voglio evitare e cosa renderebbe questo lavoro un fallimento. Se una mia risposta è vaga, insisti su quella invece di passare alla domanda dopo. Non farmi più di otto domande in tutto. Quando pensi di avere abbastanza, dimmelo. Prima di scrivere, fammi un riassunto in tre righe di quello che hai capito, così ti correggo se hai frainteso.
Cosa succede davvero
Le domande che ti fa sono banali, ed è esattamente il punto. A chi è rivolto? Quanto tempo hai? Cosa hai già provato? Cosa ti preoccupa di più? Rispondendo a voce alta a cinque domande banali metti sul tavolo il contesto che non avresti mai scritto di tua iniziativa. Alla fine il testo lo scrive lei, ma il ragionamento l'hai fatto tu, e si vede: è la differenza tra un documento che sembra scaricato da internet e uno che sembra tuo.
I tre casi in cui funziona meglio
Devo decidere se [la decisione che hai davanti]. Quello che so per ora è [due o tre righe di contesto]. Non darmi un consiglio adesso. Mettiti nei panni di chi dovrà approvare questa decisione e intervistami come farebbe lui, una domanda alla volta. Fammi le domande scomode: quelle sui costi, sui tempi, su cosa succede se va male e su cosa sto dando per scontato. Quando hai finito, dimmi quali delle mie risposte ti sembrano deboli e quali informazioni mi mancano davvero per decidere.
Il riassunto prima di partire
La seconda metà del prompt, quella del riassunto, serve a un controllo veloce. Ti rileggi quello che ha capito e correggi al volo quello che ha frainteso, prima che scriva venti righe nella direzione sbagliata. Nella metà dei casi il riassunto contiene un errore, e sistemarlo lì costa una riga invece di un giro completo.
Un avvertimento onesto
Non usarlo per tutto. Se la cosa che devi fare è piccola, l'intervista è un giro lungo per arrivare dove saresti arrivato in trenta secondi. E se ti accorgi che le domande cominciano a girare a vuoto, interrompi: "basta domande, scrivi la prima versione". Comanda ancora chi scrive, non chi intervista.