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Come si dice che sai usare l'AI, senza esagerare

Tra chi finge di essere esperto e chi non lo scrive per pudore, c'è una via di mezzo che funziona

Il problema delle due esagerazioni

Da una parte ci sono i curriculum in cui compare "esperto di intelligenza artificiale" dopo tre mesi di ChatGPT. Dall'altra ci sono le persone che la usano ogni giorno con criterio e non lo scrivono da nessuna parte, perché non gli sembra una competenza. Chi seleziona vede molti dei primi e pochissimi dei secondi, e paradossalmente cerca proprio quelli.

La formula che funziona

Compito, strumento, controllo, risultato. "Preparo le bozze delle risposte ai clienti con un assistente conversazionale, rivedendo sempre a mano prima dell'invio: tempo di risposta dimezzato." Sono venti parole e contengono tutto quello che serve: cosa fai, con cosa, come ti proteggi dagli errori e cosa hai ottenuto. Confrontala con "ottima conoscenza dei principali strumenti di AI" e la differenza si vede a occhio.

Copia questo prompt
Aiutami a scrivere la riga del curriculum su come uso l'AI, senza gonfiarla. Ecco i fatti.
Cosa faccio con l'AI, in concreto: [descrivilo].
Quanto spesso: [ogni giorno, una volta a settimana, ogni tanto].
Come controllo il risultato prima di usarlo: [scrivilo].
Cosa ho ottenuto, se so misurarlo: [tempo risparmiato, errori in meno, oppure scrivi che non lo sai].
Non aggiungere strumenti, competenze o numeri che non ti ho dato. Se i fatti che ti ho scritto non bastano per una riga onesta, dimmelo e chiedimi cosa manca, invece di riempire i buchi.
Scrivi due versioni: una da mettere dentro la descrizione di un'esperienza di lavoro, una da tenere come voce a sé se proprio serve. Due righe al massimo ciascuna, senza aggettivi su di me.

Frasi da evitare

Esperto, appassionato, entusiasta di AI. Sono aggettivi su di te, non fatti verificabili
Conoscenza dei principali tool. Quali, per fare cosa, con che frequenza?
Prompt engineering, se non è il tuo mestiere. Suona come una parola sentita da qualche parte
Ho automatizzato i processi aziendali, se hai automatizzato un foglio di calcolo. Il ridimensionamento arriva alla prima domanda

Dove metterla nel curriculum

Non in una sezione a parte con un elenco di loghi. Dentro le esperienze, attaccata al lavoro dove l'hai usata. Una competenza staccata dal contesto sembra un corso; la stessa competenza dentro una responsabilità sembra un modo di lavorare. Se ne hai proprio bisogno come voce autonoma, tienila a due righe e sempre con un esempio.

Se non la usi ancora, cosa scrivere

Niente. Una riga vuota è meglio di una riga gonfiata, e nel giro di un mese puoi averne una vera: prendi un compito che fai ogni settimana, usa l'AI per farlo per quattro settimane, misura la differenza. A quel punto la riga la scrivi con i tuoi numeri e la puoi difendere. È anche il modo più veloce per smettere di sentirti indietro, che di solito è la vera ragione per cui uno vorrebbe scriverla senza averla.

La domanda che ti faranno

"Come fa a sapere che quello che le risponde è giusto?" È la domanda che separa chi la usa da chi la nomina. Preparati una risposta concreta: cosa controlli sempre, cosa non le fai mai fare, quando hai deciso di non fidarti. Chi ha una risposta pronta a questa domanda fa un'ottima impressione, anche quando il resto del curriculum è normale.

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