Le certificazioni sull'AI servono davvero?
La risposta breve
Servono meno di quanto sperano quelli che le collezionano e più di quanto credono quelli che le snobbano. Su un curriculum una certificazione fa due cose: dimostra che hai speso del tempo sull'argomento di tua iniziativa, e ti dà un vocabolario comune per parlarne al colloquio. Non fa la terza cosa, quella che conta: dimostrare che sai usarla nel tuo mestiere. Per quella serve un esempio concreto, e nessun attestato lo sostituisce.
Quelle gratuite che vale la pena guardare
Come leggere la parola gratuito
Su molte piattaforme il corso è gratuito ma l'attestato si paga, oppure è gratuito solo in prova per un periodo. Prima di iscriverti guarda due cose: se il certificato finale è incluso e se scade. Non c'è niente di male a pagare venti o cinquanta euro per un attestato che ti interessa davvero, ma è meglio saperlo prima di aver fatto sei ore di lezioni. Le condizioni cambiano spesso, quindi controlla sul sito del corso e non su un articolo (compreso questo).
Cosa mettere nel CV al posto loro
Se hai una sola riga a disposizione, vale più questa: un problema vero che hai risolto e come. "Ho ridotto da due ore a venti minuti la preparazione del report settimanale usando un assistente conversazionale, con un controllo manuale sui numeri." È verificabile, è specifica ed è tua. Chi seleziona ne ha lette cento di certificazioni e nessuna frase come quella.
Voglio scrivere una riga di curriculum su come uso l'AI nel mio lavoro. Il compito che ho cambiato è questo: [descrivi cosa facevi prima e cosa fai adesso]. Lo strumento che uso è [nome]. Quello che controllo a mano prima di considerare il lavoro finito è [scrivilo]. Prima di scrivere qualsiasi cosa, fammi le domande che ti servono per avere i dati mancanti, una alla volta. Se un numero non te l'ho dato, non inventarlo e non stimarlo: chiedimelo, oppure lascialo fuori. Poi scrivimi tre versioni della riga, una o due righe ciascuna, nella forma compito, strumento, controllo, risultato. Niente aggettivi come esperto, appassionato, orientato ai risultati. Alla fine dimmi quale delle tre saprei difendere meglio se me la chiedessero al colloquio, e perché.
Il rischio dell'attestato
Se scrivi che sei certificato su qualcosa, aspettati una domanda su quel qualcosa. Il caso peggiore in un colloquio non è non avere una certificazione: è averla e non saper rispondere. Prima di metterla nel CV, fatti interrogare sui concetti principali del corso: se non trovi un esempio di come li hai applicati, forse quella riga è meglio spenderla altrove.
Nel curriculum ho scritto di aver fatto questa certificazione: [nome del corso o della certificazione]. Del programma mi ricordo questo: [scrivi quello che ti viene in mente, anche poco]. Interrogami come farebbe chi seleziona. Una domanda alla volta, cinque in tutto: tre sui concetti principali di quel corso, due su come li ho applicati a un lavoro vero. Dopo ogni mia risposta dimmi se reggerebbe in un colloquio o se si sente che sto ripetendo una definizione. Se quello che ricordo è sbagliato, correggimi. Alla fine dimmi in modo diretto se conviene tenere quella riga nel curriculum o se quello spazio rende di più speso altrove.
Il consiglio che daremmo a un'amica
Fai Elements of AI perché è gratuito, è in italiano e ti dà le basi vere. Poi smetti di collezionare corsi e usa il tempo per applicare l'AI a una cosa che fai già, per un mese, prendendo appunti su cosa ha funzionato. Quegli appunti valgono più di tre attestati e li puoi raccontare a voce, che poi è quello che ti chiederanno.