AI e lavoro: candidature, colloqui, competenze
Cosa è cambiato davvero nelle assunzioni
Meno di quanto si racconta e in modo diverso da come si racconta. Non è vero che si assume solo chi sa usare l'AI, e non è vero che è diventata una competenza tecnica da specialisti. Quello che è cambiato è che a un certo punto della conversazione arriva una domanda, e chi ha una risposta concreta si distingue immediatamente da chi ha una risposta entusiasta. La domanda non è "la usa?", è "come fa a sapere che quello che le risponde è giusto?".
Il curriculum adattato non è un curriculum falso
Chi seleziona guarda un CV per pochi secondi e cerca la corrispondenza con quello che ha scritto nell'annuncio. Se hai fatto una cosa che nell'annuncio si chiama in un altro modo, quella corrispondenza non scatta anche se sei perfetta. Adattare vuol dire mettere in cima quello che a loro serve e usare le loro parole per descrivere cose che hai fatto davvero. Non si toccano mai date, titoli, nomi di aziende, lingue e certificazioni: si verificano, e un'imprecisione lì è un problema serio.
La prova che quasi nessuno fa
Quando il CV riscritto ti sembra buono, aprilo in una conversazione nuova insieme all'annuncio e chiedi: sei chi seleziona, hai trenta secondi e ottanta candidature, scarteresti questo profilo e perché. Una chat vergine non ha il ricordo di aver appena scritto quel testo, quindi non lo difende. Le obiezioni che escono lì sono quelle vere, e le puoi sistemare prima di mandarlo invece di scoprirle dal silenzio.
Il colloquio si simula, ma con un'istruzione precisa
La simulazione funziona solo se chiedi di non essere gentile. Senza istruzioni contrarie l'AI approva qualsiasi risposta tu dia, e un colloquio in cui vai bene sempre non ti prepara a niente. La formula è: fammi un colloquio vero, una domanda alla volta, aspetta la mia risposta, e se una risposta è debole incalzami come faresti davvero. Le domande da preparare sono sempre le stesse quattro: perché ha lasciato, un errore che ha fatto, perché proprio noi, quanto vuole guadagnare.
Come si risponde alla domanda sull'AI
Le due risposte sbagliate stanno agli estremi. "No, preferisco fare da me" suona chiuso. "Sì, la uso per tutto" suona vago e preoccupa chi si occupa di dati. La risposta che funziona ha tre pezzi: un compito preciso in cui la usi, come controlli il risultato, e una cosa in cui hai deciso di non usarla. È il terzo pezzo che fa la differenza, perché dimostra che hai un criterio invece di un entusiasmo, e il criterio è esattamente quello che stanno cercando.
Le certificazioni: quanto pesano davvero
Meno di quanto sperano quelli che le collezionano e più di quanto credono quelli che le snobbano. Fanno due cose: dimostrano che hai speso del tempo di tua iniziativa e ti danno il vocabolario per parlarne. Non fanno la terza, cioè dimostrare che sai usarla nel tuo mestiere. Se ne vuoi una gratuita e in italiano, Elements of AI dell'Università di Helsinki è il punto di partenza che consigliamo più spesso. Attenzione a una cosa: su molte piattaforme il corso è gratuito ma l'attestato si paga, quindi controlla prima sul sito del corso.
Cosa vale più di un attestato
Una riga di questo tipo: un problema vero che hai risolto, con lo strumento che hai usato e il controllo che hai messo. "Ho ridotto da due ore a venti minuti la preparazione del report settimanale, con verifica manuale sui numeri." È specifica, è verificabile ed è tua. Chi seleziona ha letto cento certificazioni e nessuna frase come quella, e soprattutto quella frase apre una conversazione mentre l'attestato la chiude.
Le frasi che affondano una candidatura
Dove metterla nel curriculum
Non in una sezione a parte con un elenco di loghi. Dentro le esperienze, attaccata al lavoro in cui l'hai usata. Una competenza staccata dal contesto sembra un corso; la stessa competenza dentro una responsabilità sembra un modo di lavorare, che è quello che stai cercando di far vedere. Se proprio ti serve come voce autonoma, tienila a due righe e sempre con un esempio.
Se non la usi ancora
Non scrivere niente. Una riga vuota è meglio di una gonfiata, e nel giro di un mese puoi averne una vera: prendi un compito che fai ogni settimana, usalo con l'AI per quattro settimane, misura la differenza. A quel punto la riga la scrivi con i tuoi numeri e la puoi difendere. È anche il modo più rapido per smettere di sentirti indietro, che di solito è la vera ragione per cui uno vorrebbe scriverla senza averla.
Se il lavoro te lo hanno tolto
Se sei in cerca dopo un licenziamento o una chiusura, la parte utile non è il curriculum: è la ricostruzione. Fatti aiutare a mettere in fila cosa hai fatto negli ultimi cinque anni, non per ruolo ma per problema risolto, perché è così che ti cercheranno. Poi fatti fare la lista delle aziende del tuo settore nella tua zona e prepara un messaggio breve per ognuna, diverso, con un motivo vero per scrivere proprio a loro. Il vantaggio non è la qualità del testo: è che il lavoro noioso di ricerca e adattamento diventa fattibile in una settimana invece che in due mesi, e le candidature partono mentre l'energia c'è ancora.
La competenza che invecchia meno
Tutto quello che si impara adesso su uno strumento specifico invecchierà, e in fretta. Quello che non invecchia è saper riconoscere quando una risposta è debole, quando un numero va verificato, quando una cosa non va delegata. Chi ha questa abitudine cambia strumento in un pomeriggio; chi ha imparato a memoria i menu di un programma ricomincia da capo ogni volta. Se devi investire tempo su una cosa sola, investilo qui: è anche la parte che si racconta meglio in un colloquio, perché è l'unica di cui puoi portare un esempio invece di un attestato.
Una cosa da non fare mai
Usarla durante il colloquio, anche in videochiamata, anche per un test se non è consentito. Si nota più di quanto pensi, dalle pause e da come cambia il registro, e chiude la conversazione in un modo da cui non si torna indietro. Prepararsi prima è un vantaggio legittimo e non lo deve sapere nessuno. Il suggerimento in diretta è un'altra faccenda, ed è quella che ti fa arrivare una mail di cortesia il giorno dopo.