Assistente, automazione, agente: cosa cambia
Perché conviene distinguerle
Sono le tre parole che senti più spesso e vengono usate come se fossero la stessa cosa. Non lo sono, e sbagliare quale ti serve è il motivo più comune per cui un tentativo di automatizzare qualcosa finisce nel cassetto. La differenza sta in una cosa sola: chi decide i passi.
Le tre, in una riga ciascuna
La domanda per scegliere
Prendi il compito che hai in mente e chiediti: se lo facessi a mano dieci volte, farei sempre le stesse identiche mosse? Se sì, ti serve un'automazione, prevedibile, e la controlli tu. Se dipende da cosa trovi via via, ti serve un agente. Se ogni volta è diverso, non ti serve niente di tutto questo: ti serve solo una chat fatta bene, ed è già molto.
Aiutami a capire se per questo compito mi serve un assistente, un'automazione o un agente. Il compito: [descrivilo in tre o quattro righe, raccontando come lo fai adesso a mano]. Ogni quanto lo faccio: [ogni giorno, ogni settimana, ogni mese]. Quanto mi costa ogni volta: [minuti]. Prima di rispondere fammi due o tre domande per capire se i passaggi sono sempre identici o se cambiano in base a quello che trovo. Poi dimmi quale delle tre cose mi serve e perché, in parole semplici e senza termini tecnici. Se la risposta è che non mi serve nessuna delle tre e basta una chat scritta bene, dimmelo chiaramente. Chiudi con il primo passo concreto da fare oggi, uno solo.
Il costo nascosto dell'agente
Un agente che decide da solo va controllato, e il controllo costa tempo. Se il lavoro che gli affidi vale mezz'ora e la revisione ne richiede venti minuti, hai guadagnato dieci minuti e aggiunto un'incognita. Gli agenti convengono quando il lavoro è lungo e la revisione è veloce, per esempio raccogliere e ordinare informazioni. Convengono poco quando il lavoro è corto e il danno di un errore è grosso.
Da dove partiremmo noi
Da un'automazione piccola e noiosa, non da un agente ambizioso. Una cosa che fai ogni lunedì mattina, che ti costa venti minuti e che non ha conseguenze se viene male. La costruisci, la usi per un mese, e a quel punto sai per esperienza dove il metodo regge e dove no. Chi parte dall'agente che gestisce la corrispondenza con i clienti di solito torna indietro, con qualche mail imbarazzante alle spalle.
Voglio partire da un'automazione piccola e noiosa, non da un progetto ambizioso. Queste sono le cose ripetitive che faccio ogni settimana: [elencane cinque o sei, una per riga, con i minuti che ti costano]. Scegline una sola: quella che si ripete sempre uguale, che mi porta via almeno quindici minuti e dove un errore non fa danni verso l'esterno. Spiegami in due righe perché hai scelto quella e perché hai scartato le altre. Poi scrivimi i passaggi di quel compito come li farei a mano, numerati, uno per riga, con indicato cosa serve in ingresso e cosa deve uscire alla fine. Fermati lì. Non costruire niente: prima voglio vedere se i passaggi sono giusti.