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Quando la chat non basta più

Istruzioni permanenti, memoria, documenti e collegamenti: cosa c'è dopo la conversazione singola, e cosa conviene davvero.

Il momento in cui la chat comincia a stare stretta

C'è un segnale preciso e lo riconoscono tutti: ti accorgi di riscrivere ogni volta le stesse tre righe di spiegazione. Chi sei, cosa fa la tua azienda, che tono usi, chi leggerà il testo. Quando succede, hai finito la fase in cui basta aprire una conversazione e scrivere. Non vuol dire che devi diventare tecnica: vuol dire che gli strumenti hanno un piano di sopra e non te l'ha mai fatto vedere nessuno, perché è nascosto dietro nomi poco invitanti.

I progetti, cioè le istruzioni che restano

ChatGPT e Claude li chiamano Progetti, Gemini li chiama Gem, ma l'idea è la stessa: una cartella con istruzioni fisse e qualche file, valide per tutte le conversazioni che apri lì dentro. Si crea in cinque minuti e da quel momento non spieghi più niente. Dentro ci scrivi chi sei, come devi suonare, cosa non deve fare mai, cosa fare quando non sa, e ci carichi due o tre testi che rappresentano bene il tuo modo di scrivere. Quell'ultimo pezzo, l'esempio, vale più di tutte le istruzioni messe insieme.

Meglio tre progetti mirati che uno enciclopedico

L'errore comune è farne uno solo, chiamarlo Lavoro e riempirlo di tutto. Funziona molto meglio il contrario: uno per ogni cosa che fai spesso e che ha regole diverse. Uno per la corrispondenza con i clienti, uno per i testi pubblici, uno per i documenti interni. Più materiale carichi in un posto solo, più le risposte tornano generiche, perché deve scegliere cosa guardare. Cinque file buoni battono cinquanta file a caso, sempre.

La memoria, che è attiva e non lo sai

Oltre alla memoria della singola conversazione ne esiste una seconda, che attraversa le chat: cose che l'assistente ha deciso di salvare su di te e che ritrova la settimana dopo. È comoda ed è quasi sempre attiva di default. Il problema è che è invisibile. Vale la pena aprirla una volta, dalle impostazioni, o chiedere direttamente in chat cosa sa di te: di solito ci trovi una cosa utile che avevi dimenticato di aver detto e una sbagliata che ha dedotto da una frase buttata lì. Si corregge a voce e si cancella riga per riga.

I documenti lunghi

Un contratto, un bando, una relazione, un bilancio. La tentazione è chiedere il riassunto, ed è quasi sempre lo spreco più grande: un riassunto di ottanta pagine è generico per costruzione. Il valore sta nelle domande precise. Cosa mi impegna a fare ed entro quando, cosa succede se salto una scadenza, cosa c'è di insolito rispetto a un documento standard, cosa non è specificato e dovrebbe esserlo. E una richiesta da aggiungere sempre: indicami il punto del documento da cui prendi ogni affermazione. Ti permette di controllare in dieci secondi invece di fidarti.

Collegare la posta, il calendario, i file

È il passaggio che cambia di più il tipo di domande che puoi fare: non più "riscrivi questa mail" ma "cosa è rimasto in sospeso con questo cliente negli ultimi due mesi?". È anche il passaggio che merita più attenzione, perché stai dando accesso a cose vere. La regola che usiamo è corta: leggere sì, scrivere con conferma, cancellare mai. Inviare, archiviare, spostare e accettare inviti devono restare azioni che approvi una per una.

Se l'indirizzo è aziendale, non decidi da sola

Collegare la posta di lavoro a un servizio esterno significa che quei messaggi passano da lì, e la responsabilità sui dati dei clienti resta dell'azienda. Prima si chiede a chi si occupa di sistemi informativi, e se la risposta è no non è un capriccio. Vale la pena chiedere anche un'altra cosa: se esiste già un piano aziendale attivo. In molte aziende esiste e non lo sa nessuno, e usare quello al posto dell'account personale risolve da solo la maggior parte dei problemi.

Automazione o agente: la differenza che conta

Assistente: decidi tu i passi, uno alla volta. È la chat normale, e serve quando ogni volta il compito è diverso
Automazione: i passi sono fissi, scritti una volta e ripetuti sempre uguali. Serve quando il compito è identico ogni volta
Agente: tu dai l'obiettivo, i passi li sceglie lui strada facendo. Serve quando il compito è simile ma non identico
La domanda per scegliere: se lo facessi a mano dieci volte, farei sempre le stesse identiche mosse?

Il costo nascosto di far decidere a lui

Qualsiasi cosa decida da sola va controllata, e il controllo costa tempo. Se il lavoro affidato vale mezz'ora e la revisione ne richiede venti minuti, hai guadagnato dieci minuti e aggiunto un'incognita. Conviene quando il lavoro è lungo e la revisione veloce, per esempio raccogliere e ordinare informazioni. Conviene poco quando il lavoro è corto e il danno di un errore è grosso, come nella corrispondenza con i clienti. Chi parte dall'agente ambizioso di solito torna indietro, con qualche messaggio imbarazzante alle spalle.

L'ordine in cui conviene procedere

Prima un progetto con istruzioni fisse, perché costa cinque minuti e si sente subito. Poi i documenti, che non richiedono nessuna configurazione. Poi, se serve, un collegamento in sola lettura, per esempio all'archivio dei file. I collegamenti che scrivono e le automazioni vengono per ultimi, quando hai già capito dove ti serve davvero. Chi salta all'ultimo gradino per primo di solito abbandona tutto dopo due settimane e conclude che non fa per lui.

Il file su di te che cambia tutto

C'è una cosa piccola che rende utile qualsiasi progetto: un documento di una pagina che racconta chi sei. Ruolo, settore, con chi parli di solito, come si chiamano le cose nel tuo mestiere, i tre problemi che ti tornano più spesso, come ti piace ricevere le risposte. Si scrive in venti minuti e si aggiorna due volte l'anno. Caricato in un progetto, elimina di colpo la parte più noiosa di ogni conversazione, che è raccontare il contesto. La prova che è scritto bene: apri una chat, scrivi una riga sola e la risposta è già nel tuo tono, senza correzioni.

Cosa cambia sui costi

Quasi tutto quello che c'è in questa sezione sta nelle versioni a pagamento. I progetti nelle versioni gratuite esistono ma con limiti sui file, i collegamenti a posta e calendario di norma no, e le funzioni che lavorano da sole nemmeno. Non è un motivo per abbonarsi in fretta: è un motivo per abbonarsi quando arrivi qui, cioè quando la chat ti sta stretta per ragioni che sai spiegare. Se stai leggendo questa sezione perché ti riconosci nei problemi descritti, probabilmente ci sei arrivata. Se la stai leggendo per curiosità, il gratuito va ancora benissimo.

Il controllo da fare due volte l'anno

I collegamenti si accumulano e nessuno se li ricorda. Due volte l'anno apri l'elenco dei servizi collegati, sia dentro l'assistente sia nel tuo account Google o Microsoft, e togli quelli che non usi più. È lo stesso principio delle chiavi di casa: non è che le lasci in giro perché finora non è successo niente. Dieci minuti, due volte l'anno, e ti risparmi l'unica categoria di problemi che in questa storia fa davvero male.

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