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Sicurezza
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Usare l'AI in sicurezza

Cosa succede ai dati che scrivi in chat, cosa non condividere mai e come riconoscere i contenuti falsi.

Che fine fa quello che scrivi

Quando scrivi in una chat, il testo viene inviato ai server del servizio che stai usando e lì, di norma, viene conservato. In molti casi le conversazioni possono anche essere usate per migliorare i modelli, a meno che tu non lo disattivi nelle impostazioni. Non è uno scandalo ed è scritto nelle condizioni d'uso, ma cambia il modo in cui conviene usarla. Non è il posto dove mettere quello che non metteresti in una mail a un fornitore che conosci poco.

La regola della cartolina

Se una sola regola deve restarti in mente, è questa: tratta la chat come una cartolina. Comoda, veloce, utilissima, e non il posto per i segreti. Prima di incollare qualcosa fatti una domanda sola: se questo testo finisse per errore in una mail sbagliata, sarebbe un problema? Se la risposta è sì, quel testo va tolto dei dati che lo identificano prima di incollarlo. Nella pratica sono trenta secondi di lavoro e ti risparmiano l'unica categoria di problemi seri.

Da non scrivere mai

Password, PIN e codici di accesso. Mai, per nessun motivo, nemmeno per farteli controllare
Numeri completi di carte di credito, IBAN, documenti d'identità e codici fiscali di altre persone
Dati sanitari o finanziari di qualcun altro: colleghi, clienti, familiari. I tuoi li decidi tu, quelli degli altri no
Documenti riservati dell'azienda, se non c'è una policy che lo permette esplicitamente
Foto di documenti. Vale lo stesso discorso del testo, con in più i dati nascosti nel file

Il trucco dell'anonimato

La buona notizia è che quasi sempre puoi farti aiutare lo stesso: basta togliere i nomi. "Un mio familiare ha ricevuto questa lettera dalla banca, il contenuto è questo" funziona esattamente come la versione con nome, cognome e numero di conto, perché all'AI quei dettagli non servono per ragionare. Sostituisci nomi con "la persona", cifre esatte con ordini di grandezza, indirizzi con "la città". La qualità della risposta non cambia, il rischio sì.

Le impostazioni da controllare oggi

Uso delle conversazioni per l'addestramento: quasi tutti i servizi permettono di disattivarlo. Cercalo tra privacy o controlli dei dati
Cronologia: guarda dove si cancella, e cancellala ogni tanto. Le chat vecchie non servono a niente e restano lì
Memoria o profilo: alcuni assistenti ricordano informazioni su di te tra una chat e l'altra. Vale la pena vedere cosa hanno memorizzato
Connessioni ad altri servizi: se hai collegato posta, calendario o file, controlla cosa hai autorizzato e togli quello che non usi

Riconoscere una foto creata dall'AI

Le immagini generate girano ormai spacciate per foto vere, spesso dentro notizie false. Prima di indignarti o condividere, prenditi trenta secondi e guarda i dettagli: mani e dita con numero o posizione strani, scritte sullo sfondo con lettere senza senso, orecchini e occhiali asimmetrici o che si fondono con la pelle, ombre che vanno in direzioni diverse, pelle troppo perfetta e uniforme. Se l'occhio non basta, cerca la stessa notizia su fonti affidabili: se una foto clamorosa esiste solo in un post, è un campanello d'allarme.

Le truffe che usano l'AI

È il fronte su cui vale la pena essere informati, soprattutto per i genitori. Con pochi secondi di audio si può clonare una voce in modo credibile: la truffa del "pronto mamma, ho perso il telefono, mandami dei soldi su questo numero" oggi arriva con la voce giusta. Le mail di phishing sono scritte in italiano perfetto e non si riconoscono più dagli errori. Difesa pratica: una parola d'ordine concordata in famiglia, e la regola di richiamare sempre al numero che conosci prima di fare qualsiasi cosa che riguardi soldi.

Quando ti dice una cosa falsa con grande sicurezza

Si chiamano allucinazioni ed è il rischio più sottovalutato, perché non ha l'aria di un rischio: la risposta è ben scritta, sicura di sé e sbagliata. Succede soprattutto su nomi propri, date, cifre, citazioni, riferimenti di legge e link. Non è un difetto che sparirà con la prossima versione, è come funziona lo strumento. La difesa è un'abitudine, non una tecnologia: tutto quello che è verificabile si verifica, e più la decisione che ne deriva è importante, più la verifica deve essere fatta su una fonte vera.

Ragazzi e bambini

Vietarla non funziona, perché la usano comunque a casa degli amici. Quello che funziona è essere presenti all'inizio e mettere due o tre regole chiare: non si scrivono nome, cognome, scuola e indirizzo; non si condividono foto; se qualcosa mette a disagio, si dice a un adulto. Sul fronte compiti, l'uso sano è quello che ti fa spiegare, non quello che ti dà la risposta. Vale la pena anche dire ai figli, senza drammi, che l'AI sbaglia: un ragazzo che sa che può sbagliare la usa molto meglio di uno convinto che sia un oracolo.

I genitori e i nonni

È la fascia più esposta alle truffe che usano l'AI, e la protezione migliore non è tecnica. Concordate una parola d'ordine di famiglia da chiedere in caso di richieste urgenti di soldi, e una regola sola: qualsiasi cosa arrivi per telefono o per messaggio, si richiama sempre al numero che si ha in rubrica, prima di fare qualunque cosa. Aggiungete che le banche e la polizia non chiedono mai codici al telefono. Dieci minuti di conversazione a cena valgono più di qualsiasi antivirus.

Cosa dice la legge, in breve

Due cose valgono già oggi in Italia. La prima: i tuoi dati personali sono protetti dal GDPR anche quando finiscono in una chat, quindi hai diritto di sapere come vengono trattati e di chiederne la cancellazione. La seconda: esiste un regolamento europeo dedicato all'intelligenza artificiale, che è in vigore e le cui regole entrano in applicazione per gradi. Nella pratica quotidiana cambia poco per chi usa gli strumenti, cambia molto per chi li produce. Se usi l'AI su dati di clienti o pazienti per lavoro, quello è il momento di parlarne con chi in azienda si occupa di privacy.

La checklist da fare una volta sola

Apri le impostazioni del servizio che usi e disattiva l'uso delle conversazioni per l'addestramento
Guarda dove si cancella la cronologia e cancella quello che c'è di vecchio
Controlla se l'assistente ha una memoria e leggi cosa si è appuntato su di te
Rivedi le connessioni ad altri servizi (posta, calendario, file) e togli quelle che non usi
Attiva l'autenticazione a due fattori sull'account: è la stessa cosa che faresti per la banca

Se hai già scritto qualcosa che non dovevi

Succede e non è la fine del mondo. Cancella la conversazione dalla cronologia, controlla nelle impostazioni se quelle conversazioni erano usate per l'addestramento e disattivalo, e se si trattava di una password cambiala, come faresti se l'avessi scritta in una mail. Se riguardava dati di terzi in ambito lavorativo, dillo a chi di dovere in azienda: è sgradevole per dieci minuti ed è la cosa giusta da fare.

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